Close

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Non c'era bisogno di questo film per guardare all'arte belga con rispetto, dal momento che quel piccolo paese ha già dato al mondo Georges Simenon, René Magritte, Pieter Bruegel, Pieter Paul Rubens, Hergé, Peyo, Jacques Brel, Django Reinhardt, Toots Thielemans e Stromae.
Però questo film è ulteriore dimostrazione della sensibilità e del gusto che si possono trovare nelle opere europee di taglio minimalista e non più nei filmoni americani.
Close è un film allo stesso tempo delicato ed intenso. Le inquadrature e le scene senza dialogo, anche se durano parecchi secondi, non hanno mai la spocchiosa inutilità di quelle del La grazia di Sorrentino, ma coinvolgono e trasmettono sfumature e sensazioni assolutamente funzionali al racconto.
Recitazione perfetta, che non sembra recitata.
Una storia con un inizio e una fine che è un nuovo inizio, ma niente rimane in sospeso.
E un monito severo verso quegli atteggiamenti apparentemente ironici e leggeri, che possono invece devastare le sensibilità fragili.
Bello.
Un grazie a mio figlio che me l'ha segnalato.