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Gli spostati

"Gli spostati" su Wikipedia
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Il film, che pure dura due ore, si guarda bene fino in fondo. Ci sono
inquadrature memorabili e grandi scene.
La storia la scrive Arthur Miller, allora marito di Marilyn, e il
personaggio di Roslyn sembra avere la fragilità, l'inquietudine e
l'ingenuità di Marilyn.
Trovo in qualche modo sgradevole Clark Gable (che invece guadagna il
modesto happy end), mentre apprezzo Eli Wallach e Montgomery Clift.
Il film ha diversi riferimenti alla morte, sia diretti che indiretti
(l'insistente raccolta fondi per il cimitero), e tutta la parte finale
mostra la disperata paura della protagonista per la morte, seppure di un
piccolo gruppo di cavalli selvatici.
Marilyn Monroe bellissima, anche se certe inquadrature (come quella che
ho scelto) mostrano come i suoi trentacinque anni, sofferti e intaccati
dai farmaci e dalla malattia, siano diversi dai trentatre di A
qualcuno piace caldo.
Tutto ciò che ho scritto finora potrebbe far pensare che il film mi sia
piaciuto.
In realtà non so proprio dirlo, per cui lo inserisco precisamente in
questa lista del dubbio. |