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Il caffè della pazza gioia

"Il caffè della pazza gioia" su
comingsoon.it
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È un film border line.
Da una parte della linea rossa c'è un film piuttosto bello, ironico, ben
recitato e con coerenza di immagini, montaggio, musica.
Dall'altra c'è un fumetto un po' stucchevole e retorico sull'evoluzione
di una donna di cinquant'anni da una Svezia stranamente chiusa e
conformista ad una Francia idealizzata come la comunità gay ne Le
fate ignoranti di Ozpetek.
Questo oscillare continuo da una parte all'altra della linea rossa fa sì
che non possa collocare il film nella lista dei piaciuti, per il
fastidio causatomi dagli eccessi (e dall'ormai trita esaltazione della
trasgressione) e dall'altra non posso nemmeno
sconsigliarlo perché non lo si può definire un brutto film.
La protagonista del film (molto ben scelta) si chiama Agneta, assonante
con il nome di Agnetha Fältskog degli Abba, quella che canta da solista
The winner takes it all, canzone che ricorre nel film, sia
nella versione originale che nella versione francese. |