Il grande sonno

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Bianco e nero affascinante, Humphrey Bogart sempre magnetico, qui insieme alla bella moglie Lauren Bacall, ritmo incalzante e tensione.
Insomma un bel film. Sì, ma.
Il problema è sostanzialmente l'eccesso di cognomi (Sternwood, Geiger, Rutledge, Regan, Lowzier, Brody, Mars, Lundgren, Ohls, Jones, Canino) e relativi nomi, che si intrecciano in questo romanzo di Chandler con protagonista Philip Marlowe e che alla fine rendono difficile e faticosa la comprensione di quello che sta accadendo e del perché.
Bellissima la voce che Paolo Ferrari dona a Bogart.