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La città proibita

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Evidentemente la lettura di questo film non è univoca. Mia moglie mi ha
guardato con aperto disprezzo quando le ho detto che il film mi piaceva.
Ti piace quella roba lì?
In effetti non è detto che piaccia. Secondo mia moglie è brutto,
infantile e violento. E non è detto che non abbia ragione lei.
Io, invece, ne sono stato rapito. Il regista è lo stesso di Lo
chiamavano Jeeg Robot, film che mi aveva fortemente infastidito.
In questo caso, invece, tutto mi ha affascinato.
La storia, melodrammatica o shakespeariana; le scene di violenza,
coreografate come quelle di Bud Spencer e Terence Hill, ma ricche di
Bruce Lee; le immagini, eleganti e ricercate, nitide come le immagini
del Montalbano di Alberto Sironi ma varie e spazianti da Blade
Runner a Il Padrino, a Vacanze romane
(il pezzo che mi è piaciuto meno), con flash di Fellini, M.C. Escher e
la morte di Annibale che è una vera e propria scena finale di un'opera
drammatica di Verdi; i colori, intensi e significativi.
Commento musicale spesso ironico ma pertinente. Marco Giallini
fastidiosissimo (come deve essere).
Dura 2 ore e 18 minuti (quindi, per i miei gusti, molto) ma mi ha
avvinto dall'inizio alla fine.
Chiedo scusa fin d'ora a chiunque guardasse il film sulla base della mia
valutazione e alla fine si trovasse d'accordo con i giudizi di mia
moglie. |