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Ricomincio da capo

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Come era già avvenuto per il musical Mamma mia, anche in questo
caso ho dovuto sdoppiarmi e imbavagliare una parte di me.
Il film è tremendamente americano, ovvero di quell'americanità che mi
provoca sfoghi sulla pelle, e all'inizio ho dovuto soffrire un po'.
Poi l'altra parte di me più tollerante e fanciullesca ha chiuso l'altra
in uno stanzino del sottoscala e si è divertita per il resto del film.
Bill Murray è, come sempre, bravissimo e divertente, Andy McDowell
bellissima.
La sceneggiatura è fantasiosa - anche se non originalissima - e
sostanzialmente favolistica. Il protagonista è una specie di bella
addormentata che per un ignoto maleficio viene imprigionato in un
incubo ad occhi aperti e solo nel finale verrà risvegliato dall'amore,
dopo aver attraversato un romanzo di formazione che gli fa sperimentare
ogni genere di esperienza, incluso il suicidio.
È un film morale, per cui solo nella redenzione, nella catarsi della
generosità il protagonista può cambiare sé stesso e rinascere a nuova
vita.
Ma è anche leggero e allegro, così, sotto lo sguardo severo e incredulo
di mia moglie, mi sono fatto un sacco di risate. E inserisco il titolo
nella lista dei film piaciuti.
Avverto però che le prime due righe di questo commento restano valide
per cui, se non avete amato, ad esempio, Mary Poppins, è meglio
che lasciate stare.
Diversamente, buona visione. |