The Children Act - Il verdetto

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Oggettivamente bello, con la tipica estetica inglese, però... Però sembra un film americano (e, se sapete come la penso, questo non è un pregio) vestito all'inglese.
Io sono facile alla lacrima, eppure qui non ho pianto, nonostante tutto sembri portare in quella direzione.
Tutto è un po' troppo recitato e patinato, con personaggi a tratti caricaturali (ad esempio, quant'è carogna la giudice con il suo povero cancelliere?).
Crisi coniugale (di cui la protagonista non è incolpevole) risolta nel finale dal sacrificio di questo personaggio lunare del giovane Adam, che a tratti ricorda il Kim Rossi Stewart di Senza pelle.
Ho provato un certo fastidio quando nel concerto prima del finale, anziché attaccare My funny Valentine la Thompson canta Down by the Salley Gardens per poi lanciarsi in una tardiva corsa (naturalmente piove a dirotto, come prevede lo Sturm und Drang) verso l'ospedale per quello che dovrebbe essere il momento più commovente, dove il morente Adam, con un filo di voce, risponde "È una mia libera scelta, Vostro Onore".
Insomma, bello ma non posso dire che mi sia piaciuto.