Ultimo tango a Parigi

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Non amo tutta la produzione di Bertolucci (anzi, alcuni suoi film - per altro osannati da pubblico e critica - mi hanno profondamente deluso e infastidito).
Ma Ultimo tango a Parigi Ŕ un film speciale.
Non Ŕ un'opera perfetta e ha qualche caduta di stile qui e lÓ (come la citazione di Rosa Luxembourg).
Ma Brando e la Schneider sono invece perfetti.
Ho pensato ad Ultimo tango in certe situazioni che mi sono capitate nella vita. Succede di ritrovarsi (normalmente in modo coatto) a stretto contatto con un'altra persona per un certo periodo in un luogo confinato, ad esempio nella stanza di un ospedale. Durante la convivenza, nonostante tutti i possibili elementi di distanza linguistica, culturale, caratteriale, si crea con l'altra persona una forte intimitÓ.
Ma quando si rincontra quella stessa persona al di fuori del luogo di costrizione, ci chiediamo come sia stato possibile essere in intimitÓ con uno che non ha niente in comune con noi, un totale estraneo.
Quando mi capita, lo chiamo "effetto Ultimo tango".
E questa Ŕ una pura considerazione personale.
Tornando alla pellicola, discutibile o meno, Ultimo tango a Parigi Ŕ comunque un film di serie A, un film importante, con scene indimenticabili (come ad esempio la scena del ballo verso la fine del film) e una splendida musica di Gato Barbieri.